III - Al di là della cristolatria: un mondo senza modelli

"L'ideologia cristiana presenta una distorsione prodotta dalla gerarchia sessuale e che la convalida, palese non solo nelle dottrine relative a Dio e alla Caduta ma anche in quelle relative a Gesù.
Gran parte della dottrina cristiana è docetica, cioè non accetta seriamente il fatto che Gesù fosse un limitato essere umano.
(nota di Lunaria: infatti affermare che Gesù avesse una parvenza di corpo, fosse "fantasma" senza carne, è cadere nell'eresia)
Una logica conseguenza della liberazione della donna sarà la perdita di credibilità delle formule cristologiche che riflettono ed incoraggiano l'idolatria verso la persona di Gesù."

"Non è tuttora insolito che preti e ministri cristiani, posti di fronte al discorso della liberazione della donna, traggano argomenti a sostegno della supremazia maschile dall'affermazione che Dio "si incarnò" esclusivamente in un maschio. In effetti la stessa tradizione cristologica tende a giustificare tali conclusioni.
Il presupposto implicito - e spesso esplicito - presente per tutti questi secoli nella mente dei teologi è che la divinità non poteva degnarsi di "incarnarsi" nel "sesso inferiore" e il "fatto" che "egli" non lo abbia fatto conferma ovviamente la superiorità maschile. Venendo meno il consenso delle donne alla supremazia maschile, questi tradizionali presupposti cominciano a traballare.
(Nota di Lunaria: si vedano Sprenger e Kramer nel "Malleus Maleficarum": "E sia benedetto l'Altissimo che finora ha preservato il sesso maschile da un così grande flagello [la stregoneria]. Egli ha infatti voluto nascere e soffrire per noi in questo sesso, e perciò lo ha privilegiato")

"Io ritengo che l'idolatria cristiana nei confronti della persona Gesù non verrà probabilmente superata se non per mezzo della rivoluzione in corso nella coscienza femminile. Diviene sempre più evidente che i simboli esclusivamente mascolini per l'ideale della "incarnazione" o per quello della realizzazione umana non vanno bene (...) Forse assisteremo ad una rimitizzazione della religione. Può darsi che anche in futuro continui a rendersi necessario un qualche simbolismo per l'incarnazione del divino negli esseri umani, ma è assai improbabile che donne e uomini continuino a trovare plausibile un simbolismo epitomizzato dall'immagine della Vergine che adora in ginocchio il suo proprio figlio; forse esso verrà sostituito da un'iconografia non gerarchica" (Nota di Lunaria: Il libro è del 1973. Mary Daly era fin troppo ottimista. Sappiamo tutti che le donne sono ancora cristiane, nel 2020!)

"L'idea di un salvatore unico di sesso maschile può essere vista come un'ulteriore legittimazione della supremazia del maschio (...) In regime di patriarcato un simbolo maschile sembra proprio il meno indicato ad interpretare il ruolo di liberatore del genere umano dal peccato originale del sessismo. L'immagine stessa è unilaterale per quanto concerne l'identità sessuale, e lo è proprio dal lato sbagliato, perché non contraddice il sessismo e glorifica la mascolinità."

"Le qualità che il cristianesimo idealizza, specialmente nelle donne, sono anch'esse quelle di una vittima: amore sacrificale, passiva accettazione della sofferenza, umiltà, mansuetudine. Poichè queste sono le qualità idealizzate in Gesù "che è morto per i nostri peccati", il fatto che egli funga da modello rafforza nelle donne la sindrome del capro espiatorio. Data la condizione di oppressione della donna nella società sessista, queste virtù non sembrano proprio qualità da incoraggiare nelle donne stesse. Inoltre poichè le donne non possono essere abbastanza buone da vivere all'altezza di questo ideale e poichè sono tutte, per definizione sessuale, diverse dal salvatore maschio, questo è un modello impossibile (...) Le donne non sono le vittime "innocenti" che offrono se stesse immolandosi per i peccati degli altri, come la teologia cristiana raffigura Gesù; in realtà il sesso femminile non è mai stato sollevato dalla colpa.
Chi è ufficialmente investito dal sacerdozio condivide l'innocenza e la dignità attiva del Cristo. Le donne, benchè incoraggiate a imitare l'amore sacrificale di Gesù e quindi ad accettare di buon grado il ruolo di vittima, rimangono essenzialmente identificate con Eva e col male. La salvazione giunge esclusivamente tramite il maschio."

"Si è obiettato che oltre a non essere donna, Gesù non era nero, né anziano, né cinese, ecc. Questo sembra implicare che le donne non siano gli unici "outsiders". Il problema non sta nel fatto che il Gesù dei Vangeli era maschio, giovane e semita, bensì nell'identificazione esclusiva di questa persona con Dio in modo tale che le concezioni cristiane della divinità e dell'immagine di Dio sono tutte oggettificate in Gesù. La premessa basilare di questo tipo di ortodossia è che "Dio venne" nell'uomo (maschio) Gesù, e solo in Gesù - donde l'ostacolo che viene descritto dai suoi difensori come lo "scandalo della particolarità".
(Nota di Lunaria: affermare che "Dio non si è fatto femmina, ma non si è fatto neppure nero o cinese" è comunque facilmente confutabile: nero, cinese, semita condividono tutti, comunque, la virilità. Quindi a cambiare sono gli "accidenti" - i capelli, la pelle, la statura ecc. - non il tratto fondamentale: la virilità è uguale in un nero, in un cinese, in un semita, in un europeo. Il Cristo maschio ebreo non discrimina, nella sua maschilità, né neri né cinesi, proprio perché col maschio ebreo condividono la condizione virile. Si legga, sempre in Mary Daly, questa assurdità che l'Autrice riporta: "Posti davanti al problema della donna rispetto a Cristo, i teologi a volte affermano che quando le donne conseguiranno finalmente l'uguaglianza "Non avrà importanza che Dio sia venuto in forma d'uomo"... accidenti! Che fulgido esempio di democrazia e pari opportunità! Considerato che il Dio Maschio HA GIUSTIFICATO la stessa OPPRESSIONE delle donne, si veda l'esempio dell'Aquino, di von Balthasar e teologi simili che magnificano la virilità di Cristo, affermando che è proprio perché Dio si fece solo maschio, che logicamente ne deriva che la femmina è inferiore!)

"Ho già osservato che il testo paolino "in Cristo non c'è... maschio né femmina", funziona in questo modo, perché semplicemente e palesemente ignora il fatto che Cristo è un simbolo maschile e perciò a tale livello esclude la femmina."

La gloria compensativa: l'immagine di Maria come modello

"Il cattolicesimo ha offerto alle donne una gloria riflessa e comprensiva mediante l'identificazione con maria. L'inimitabilità del modello della Vergine Madre (nota di Lunaria: priva di piacere sessuale) ha fatto sì che tutte le donne restassero sostanzialmente identificate con Eva; e al tempo stesso è servita a separare l'ideale femminile del bene dal ruolo attivo attribuito a gesù."
(Nota di Lunaria: ci si ricordi che maria non è una Dea: è "la serva del Signore")

"L'Immacolata Concezione "avvenne" in anticipazione della divinità di cristo. Si dice, cioè, che maria fu "concepita senza peccato" affinché fosse degna di divenire la madre di gesù che era divino. Ancora una volta la dottrina mariana consolida il sistema delle caste sessuali."

"Anche nella dottrina dell'Assunzione si può riscontrare un contenuto profetico intrecciato al contenuto sessista. Questa dottrina venne ufficialmente proclamata da Pio XII nella costituzione apostolica "Munificentissims", il 1° Novembre 1950.
Esso dice che la Vergine fu assunta, corpo ed anima, nella gloria celeste al termine del suo soggiorno in terra."
(Nota di Lunaria: ovviamente è fantasia papale, e non c'è traccia di questo evento nei vangeli)
I teologi cattolici sostengono che l'uso del termine "Assunzione" per maria, contrapposto al termine "Ascensione" impiegato per gesù, è significativo, perché "l'ascensione" è attiva e suggerisce l'idea che gesù salì per potere proprio, mentre l'"assunzione" è passiva: maria venne "tirata su". Il gergo supporta la gerarchia sessuale."
(Nota di Lunaria: ancora una volta, la femmina è passiva e accetta in piena docilità l'agire maschile! Prima la feconda, poi "la tira su"...)

"Berdjaev scrisse: "Il culto della Madre di Dio, della Santissima Vergine, è sostanzialmente distinto dall'adorazione pagana del principio femminile; è l'adorazione di una femminilità completamente illuminata e serena, che ha conseguito la vittoria sull'elemento vile presente nella femminilità."
Il testo è ovviamente interessante per la sua franca affermazione che c'è un elemento vile presente nella femminilità. La "serena femminilità" di maria ha conseguito la vittoria su di esso. Ci si può chiedere che razza di vittoria rappresenti il ruolo subordinato di maria nel cristianesimo. La logica conclusione è che la "serenità" del simbolo di maria, la quale nel cristianesimo ha sempre avuto ufficialmente un'importanza minore, trae origine proprio da questa subordinazione, che è necessaria per purificare l'elemento femminile (...) Ancora più interessante è l'indimostrato presupposto di Berdjaev (e di altri) che il culto della "Madre di Dio" sia "sostanzialmente" distinto dalla "pagana" adorazione della Grande Madre, la quale presumibilmente contiene un elemento vile e sinistro, peculiare della femminilità, che viene purificato nel cristianesimo." 
(Nota di Lunaria: le Dee Pagane erano e sono Dee sessuali, legate anche al godimento: Venere, Ishtar, Astarte, Lilith, Pomba Gira, Erzulie)

"Dobbiamo anche prendere in esame la possibilità che l'affermazione secondo cui il cristianesimo "ha elevato la condizione della donna" e affermato "la nostra dignità" sia un prodotto del ribaltamento. Le donne che hanno tentato di essere contemporaneamente femministe e cristiane condividono generalmente tale affermazione, e credono che il cristianesimo abbia in passato promosso la causa delle donne ma che oggi sia (chissà perché) rimasto indietro. Tuttavia la storia della barbara crudeltà contro le donne nel mondo cristiano non si presta molto a convalidare apologie di questo tipo. La teologia cristiana ha abbondantemente affermato che le donne sono inferiori, deboli, depravate e viziose. Le conseguenze logiche di tale opinione si sono concretizzate in un crudele complesso di norme sociali che hanno abbreviato e schiacciato la vita delle donne.
Io ritengo che un altro ribaltamento sia l'idea dell'incarnazione redentrice unica nella forma di un salvatore maschio perché questo è precisamente impossibile.
Una divinità patriarcale, o suo figlio, non è in grado di salvarci dagli orrori di un mondo patriarcale."

Conclusione di Lunaria: Proprio PERCHé cristo GIUSTIFICA che Dio sia maschio, che Dio abbia elevato il solo maschio e che la femmina sia inferiore, cristo stesso GIUSTIFICA QUINDI IL PATRIARCATO proprio perché non si è fatto anche femmina.


II - Esorcizzare Eva dal male: la caduta nella libertà

Il mito di Adamo ed Eva

"Questo mito ha proiettato un'immagine maligna del rapporto uomo-donna e della "natura" femminile, immagine tuttora fortemente impressa nella psiche moderna. Nella tradizione cristiana esso continua a influenzare il funzionamento dell'immaginazione teologica. Berdjaev ha potuto
scrivere lo sbalorditivo commento che "c'è qualcosa di basso e sinistro nell'elemento femminile".

"Il mito introduce schemi distruttivi nel tessuto della nostra cultura. La letteratura e i mass media ripetono in tutta serietà il motivo di "Eva tentatrice", e così fanno le motivazioni razionalizzate per costumi sociali e leggi civili, che, come la legislazione sull'aborto, incorporano atteggiamenti punitivi contro la sessualità della donna"

"La storia della Caduta è un tentativo di far fronte alla confusione provata dagli esseri umani che cercavano di dare un senso alla tragedia e all'assurdità della condizione umana. Disgraziatamente, trattandosi di un tentativo esclusivamente maschile nel contesto di una società dominata dai maschi, è riuscito soprattutto a rispecchiare l'imperfetta struttura sociale dell'epoca. Il mito è stato sia sintomo che strumento di un ulteriore contagio. Il suo maggior risultato fu di consolidare l'oppressione sessuale nella società, di modo che la posizione di inferiorità della donna nell'universo divenne doppiamente giustificata. Essa non solo traeva origine dall'uomo, ma era anche la causa della sua caduta e di tutte le sue sventure."

"La proiezione del senso di colpa sulla donna è, in senso proprio, la Caduta del patriarcato, la menzogna primaria. Insieme con la sua progenie - la teologia del peccato originale - il mito rivela la
"Caduta" della religione nel ruolo di prostituta del patriarcato (...)
Il messaggio che esso involontariamente comunica è che nel patriarcato, con l'aiuto della religione, la donna è stato il capro espiatorio primordiale."

"Il mito della Caduta può essere considerato un prototipo di falso nominare. Elizabeth Cady Stanton mise correttamente in evidenza il ruolo chiave ricoperto dal mito del male femminile, su cui si fonda tutta la struttura dell'ideologia fallica cristiana. Come ho già accennato, il mito assume proporzioni cosmiche poichè il punto di vista maschile viene trasformato nel punto di vista di Dio."

"Come ha detto un autore (H.R. Hays "The Dangerous Sex: The Myth of Feminine Evil", 1964), "La caduta dell'uomo dovrebbe venire correttamente denominata caduta della donna, perché una volta di più si imputano al secondo sesso tutti i guai del mondo".
L'atteggiamento negativo del maschio è diretto contro la donna: questo è chiaramente il clima psicologico prevalente che diede origine al mito e ne sostenne la credibilità. Il mito ha legittimato non solo l'indirizzamento del disprezzo di sé del maschio contro la donna, ma anche l'indirizzamento del disprezzo di sé della donna contro se stessa, verso l'interno. Finchè si permette al mito del male femminile di dominare la coscienza umana e le strutture sociali, esso fornisce lo scenario per l'oppressione delle donne, sia da parte degli uomini che delle donne stesse.
Oggi è comunemente noto che i membri di un qualsivoglia gruppo oppresso soffrono di una coscienza divisa. Freire ha descritto questo fenomeno: "Gli oppressi soffrono del dualismo che si è instaurato nel più profondo del loro essere (...) Essi sono contemporaneamente se stessi e l'oppressore, del quale hanno interiorizzato la coscienza."
(Nota di Lunaria: si vedano gli scritti dei maschi neri, Césaire e Senghor, che parlavano di dinamiche di senso di inferiorità interiorizzato, nel loro caso, nei confronti del "grande padrone bianco")
In quanto esseri contraddittori e divisi, gli oppressi non afferrano completamente il fatto paralizzante che l'oppressore, avendo invaso la psiche delle sue vittime, ora esiste dentro di loro; si ritrovano presi in una rete di comportamenti perdenti (...) La religione patriarcale contribuisce alla questione intensificando il processo mediante il quale le donne interiorizzano la coscienza dell'oppressore. Poichè i giudizi dei maschi sono stati trasformati nel giudizio di Dio, per la donna accettare il fardello del senso di colpa, vedendo se stessa con gli occhi del maschio sciovinista, diventa un dovere religioso. La religione esige che le donne interiorizzino queste immagini."

Guarigione

"Per le donne ciò significa esorcizzare la presenza interiorizzata del patriarca che porta con sé sensi di colpa, di inferiorità e di autodisprezzo che si estendono alle altre donne. Significa riconoscere che le donne sono realmente possedute da un potere diabolico residente all'interno della psiche - il soggetto maschile interiore - che riduce il sé a un oggetto. Espellere questa presenza aliena significa affermare che "donna è bello" non nel senso di accogliere modelli patriarcali e standard imposti per valutare le donne, bensì nel senso che le donne scoprono e definiscono se stesse."

Sorellanza

"Una minoranza formata da una sola persona ha poche probabilità di sopravvivere. Il fenomeno dell'unione fra donne, espressa dal termine "sorellanza" è quindi essenziale per condurre la battaglia contro la falsa coscienza. Solo le donne che si ascoltano reciprocamente possono creare un mondo alternativo al senso della realtà prevalente."

"Un altro effetto collaterale della complicità femminile è, naturalmente l'antifemminismo femminile. Esso, a differenza dell'antifemminismo maschile, assume raramente forme violente in senso fisico. Quella parte della donna antifemminista che si identifica con la struttura di potere considera una donna che minaccia tale struttura come una minaccia rivolta verso a se stessa; esprime quindi disapprovazione e ostilità."

"Un terzo effetto del peccato originale della donna è la falsa umiltà, che è un'interiorizzazione dell'opinione maschile in una società androcentrica (...) Un esempio eclatante di organizzazione di questo tipo è Il Consiglio Nazionale delle Donne Cattoliche" che si è opposto all'emendamento sulla parità dei diritti. Alcune sue portavoce espressero il timore che questo emendamento costituisse "una minaccia alla natura della donna".

"In definitiva, solo le donne possono sradicare la violenza psicologica fatta dalle e mediante le donne ai membri del nostro sesso, aiutandosi a vicenda e rendendosi reciprocamente consapevoli di una duplicità che è in larga misura inconscia."

"Le donne sono state condizionate a considerare riprovevole ogni atto che affermi il valore dell'ego femminile. L'ambizione femminile può "passare" solo quando viene diluita nell'ambizione vicaria tramite il maschio o per conto dei valori patriarcali. Per controbattere questa autosvalutazione di massa le donne dovranno costruire l'orgoglio femminile, alzando i nostri standard relativi a quanto è bello essere donna. Il nostro fallimento è consistito nel non aver affermato attivamente l'ego femminile. Se dobbiamo vergognarci di qualcosa, è di questo."

Sorellanza significa rivoluzione

"La sorellanza è per definizione l'unione di coloro che sono oppresse (...) Il termine "sorellanza" puntualizza direttamente il fenomeno rivoluzionario dell'unione tra coloro che sono state condizionate a rimanere divise e poste l'una contro l'altra."

La sindrome del capro espiatorio

"Eva fu un risultato di tale esigenza. Essa rappresenta la categoria in cui la tradizione cristiana ha mirato a collocare tutte le donne che non sono riuscite a imitare il modello alquanto imbarazzante della vergine madre. Si può intuire come la creazione di donne "cattive" e la loro trasformazione in capri espiatori sia servita alla società sessista ascoltando ciò che i teologi hanno detto sull'argomento della prostituzione. Agostino scrisse:
"Che cosa può essere chiamato più sordido, più spudorato, più ignominioso delle prostitute, dei bordelli, e di ogni altro male di questo genere? Tuttavia, eliminate le prostitute dalle cose del mondo e contaminerete tutto con la lussuria; ponetele fra le matrone oneste, e disonorerete tutto con la vergogna e la turpitudine." ("De ordine", Liber secundus, caput IV, 12)
Ricamando su questo squarcio di saggezza maschile, Tommaso d'Aquino rilevò che:
"La prostituzione nel mondo è come la melma nel mare o la cloaca in un palazzo. Togliete la cloaca e riempirete il palazzo di inquinamenti; e analogamente con la melma nel mare. Togliete le prostitute dal mondo, e lo riempirete di sodomia... Perciò Agostino dice che la città terrena ha fatto dell'uso di prostitute un'immoralità lecita." (Opuscola, 14)
Il fatto è che alle prostitute è stato assegnato il privilegio di servire da valvola di sicurezza venerea per gli uomini. 
Sorgono alcuni interessanti quesiti: la lussuria di chi contaminerebbe tutte le cose, senza di loro? E la virtù di chi viene salvaguardata? Certo non la virtù delle prostitute o degli uomini che le usano; verosimilmente è la "virtù" delle oneste matrone, che naturalmente non hanno tale sfogo venereo e la cui "virtù" sembra consista nel non servire da cloaca ad altri che ai loro mariti, evitando di conseguenza nascite illegittime. Esse cioè rimangono incontaminata proprietà privata del marito (o del padre, se vergini). La società per come è strutturata ha bisogno di questa miserabile casta (...) Nel caso dell'ideale di virtù inflitto alle donne, esiste una speciale aura di glorificazione dell'ideale stesso: ne vediamo l'esempio in colei che lo simboleggia: maria. Questo ideale impossibile ha, in definitiva, una funzione punitiva perché naturalmente nessuna donna reale può esserne all'altezza (si consideri l'impossibilità di essere vergine madre). Esso rigetta tutte le donne nella condizione di Eva e quindi sostanzialmente rinforza l'universalità dello status inferiore della donna nel sistema di caste."

La distruzione della vittima: Malleus Maleficarum

"Un esempio ancora più interessante di distruzione totale selettiva [gino-cidio] di un gran numero di donne fu la tortura e la messa al rogo di coloro che la Chiesa condannò come streghe.
La più importante opera medioevale su questo soggetto, il Malleus Maleficarum, scritto da due domenicani, Sprenger e Kramer, nel quindicesimo secolo, proclama che "le donne soprattutto sono dedite alle superstizioni del male (...) ogni stregoneria deriva dalla lussuria carnale, che nelle donne è insaziabile." Secondo gli autori, gli uomini sono protetti da questo orrendo crimine perché Gesù era un uomo (*). A differenza della mitica Eva, le streghe furono persone realmente esistenti condannate dalla gerarchia ecclesiastica che si sentiva minacciata dal loro potere (...) Come evidenzia Michelet, c'è motivo di credere che le levatrici e le guaritrici fossero grandemente temute dalla Chiesa perché il loro potere minacciava la supremazia del clero"

(*) "E sia benedetto l'Altissimo che finora ha preservato il sesso maschile da un così grande flagello [la stregoneria]. Egli ha infatti voluto nascere e soffrire per noi in questo sesso, e perciò lo ha privilegiato"

"Alcuni studiosi osservano che esaminando le registrazioni dei processi alle streghe ci troviamo di fronte ai residui di una religione pagana che il cristianesimo era deciso ad annientare (...) quelle individuate come streghe erano frequentemente caratterizzate dal fatto di essere (o di essere ritenute) in possesso del potere che nasce da un particolare tipo di conoscenza, come nel caso delle "savie" che conoscevano i poteri curativi delle erbe e da cui la gente si recava per aiuto e consiglio. Definite malvage, esse divennero il capo espiatorio della società."

Al di là del bene e del male

"La liberazione inizia quando le donne rifiutano di essere "buone" e/o "sane" secondo gli standard prevalenti. Essere donna è essere deviante per definizione nella cultura dominante (Nota di Lunaria: "maschio mancato, privo di pene", secondo San Tommaso d'Aquino; la femminilità non è che un errore della natura, che crea un maschio malriuscito) essere donna e ribelle significa essere intollerabilmente deviante. Significa andare al di là delle definizioni imposte di "buona" e "cattiva", al di là delle categorie di prostituta e moglie: equivale ad assumere il ruolo di strega e pazza (...) la parola "Witch", strega", è imparentata con "Wit" ("Spirito"), che fondamentalmente significa conoscere. La conoscenza della strega è sempre consistita nel saper predire il futuro."
"I simboli della religione patriarcale meritano effettivamente di "morire". Il significato dell'evoluzione della donna è al di là della loro morte e della loro rinascita. Non è in gioco un semplice ritorno ciclico o una resurrezione del sacro nella coscienza profana; l'evoluzione della donna piuttosto è più simile ad una nuova creazione."


IV - Il cambiamento dei valori: la fine della morale fallica


"Buona parte della morale tradizionalmente in vigore insiste in modo unilaterale e teorico, sulla carità, la mitezza, l'obbedienza, l'umiltà, l'abnegazione, lo spirito di sacrificio, la disponibilità.
Uno dei problemi di questa ideologia morale è che non l'hanno abbracciata gli uomini bensì le donne, le quali non vengono molto aiutate da un'etica che ne rende ancora più abietta la condizione."

"Tuttavia prima che possa cominciare a sorgere un mondo androgino (un mondo in cui persino lo stesso termine "androgino" verrebbe svuotato di significato, perché tale parola rispecchia l'eredità arcaica del dualismo psicosessuale) le donne dovranno assumersi il compito di castrare l'etica fallica (che "sembra" un'etica femminile o passiva) facendo sgorgare dalla nostra esperienza un nuovo nominare nel campo della morale."

"In convegni e dibattiti sul tema "religione e aborto" ho spesso citato le seguenti statistiche: il 100% dei vescovi che si oppongono all'abrogazione delle leggi antiaborto sono uomini, e il 100% delle persone che abortiscono sono donne."

"L'etica femminista che sta nascendo ha come punto centrale non già il sacrificio ma la realizzazione del sé, nella e con la comunità.
Il genere di sofferenza a cui riconosce un valore è quella che si prova nella lotta contro l'oppressione, e non quella che accompagna un'abietta sottomissione."
 
La Sacrilega Trinità: stupro, genocidio, guerra

"Un recente esempio è l'orribile trattamento inflitto alle donne del Bangladesh. Al tempo della guerra civile tra Pakistan orientale e occidentale si venne a conoscenza di molti orrendi episodi, ma non ebbero grande diffusione i dolorosi resoconti rivelati da circa 200mila donne bengalesi, violentate dai soldati del Pakistan occidentale, che sono state abbandonate dai rispettivi mariti perché nessun musulmano vivrebbe con una donna che "è stata toccata da un altro uomo". Nella città di Camilla, presso Dacca, le donne furono violentate e poi gettate giù dai tetti come immondizia. "Una bambina di otto anni, che era troppo stretta per gli scopi del soldati, fu tagliata per loro comodità e violentata a morte." Le vittime furono poi abbandonate dai mariti perché immonde, che è il naturale corollario del considerare le donne oggetti e possedimenti che devono avere un unico possessore."  

"Mentre migliaia di antinazisti tedeschi venivano torturati a morte nei campi di concentramento hitleriani, mentre l'intellighentzia polacca veniva massacrata, mentre centinaia di migliaia di russi morivano perché considerati Untermenschen slavi, e mentre sei milioni di esseri umani venivano assassinati perché non ariani, i prelati della Chiesa cattolica in Germania appoggiavano il regime che perpetrava tali crimini" (Guenther Lewy)
Come rivela lo stesso Lewy, teologi quali Michael Schmaus e Joseph Lortz hanno scoperto delle somiglianze di base tra la Weltanschaung nazista e quella cattolica. (Nota di Lunaria: io stessa l'ho fatto notare, in particolar modo, per quanto riguarda la Scolastica e il concetto teologico di predestinazione parlando di teologia non cattolica)
In ogni caso, sia che questa affinità venga chiamata un'infezione sia che la si riconosca come una dimensione di segreta identità, l'alleanza della gerarchia cattolica con le forze diaboliche è uno schema familiare. Negli anni '60 e '70 i vescovi cattolici americani, invece di occuparsi della politica genocida degli Usa nel Sudest asiatico, diressero tutta la loro attenzione sulla difesa dei feti."

"La terza dimensione della Sacrilega Trinità è la guerra. Theodore Roszak descrive "l'orribile rigoglio della politica del predominio maschile" che dalla fine del 19° secolo fino a metà del 20° secolo divenne più esplicita che mai. Personaggi diversi quali Teddy Roosevelt, il generale Homer Lea, Patrick Pearse e il filosofo politico spagnolo Juan Donoso-Cortes concordarono nell'associare la guerra alle "virtù virili e avventurose" e l'orrore delle persone civili per la guerra alla mancanza di virilità. Questa metafisica follia maschile trovò espressione nel nazismo e nel fascismo."

"La Sacrilega Trinità di Stupro, Genocidio e Guerra è una logica espressione del potere fallocentrico. Stupro, genocidio e guerra sono strutture di alienazione che si autoperpetuano, generando per l'eternità ulteriore estraniamento. Il circolo chiuso di distruzione generato dalla Sacrilega Trinità e riflesso nel simbolo trinitario incompleto del cristianesimo verrà spezzato quando le donne, che sono per definizione patriarcale oggetto di stupro, esprimeranno ed interiorizzeranno una nuova definizione di sé il cui irresistibile potere sia radicato nel potere dell'essere. Sbarazzarsi delle trinità diaboliche è evoluzione femminile."

DITTATORI APPROVATI DALLA CHIESA CATTOLICA O ORTODOSSA:
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/10/i-crimini-del-dittatore-cattolico.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/07/la-dittatura-cattolica-di-ante-pavelic.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/07/le-croci-frecciate-ungheresi.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/07/la-dittatura-cattolica-nazista-in.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/06/la-dittatura-cattolica-di-francisco.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/06/nazismo-e-chiese.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2019/07/per-unanalisi-alla-spagna-pre.html
https://intervistemetal.blogspot.com/2020/03/i-crimini-della-chiesa-serbo-ortodossa.html


V - Unite per la Libertà: la Sorellanza come Antichiesa

"Vittime di un sistema planetario di caste la cui esistenza stessa ci è stata resa invisibile, le donne sono state divise l'una dall'altra mediante una pseudoidentificazione con gruppi androcentrici e androcratici. Tra di essi troviamo le svariate religioni la cui ideologia degrada ed inganna le donne al punto che esse nemmeno si accorgono di essere così degradate. La Sorellanza quindi, essendo un'unica unione nel suo genere delle donne contro la nostra riduzione a casta inferiore, è Antichiesa."
"Un altro esempio di questo fenomeno di "cancellazione" a livello diverso, è rappresentato da quello che fu per decenni il segreto meglio conservato della storia della biologia: il fatto che nella fase iniziale dello sviluppo tutti gli embrioni dei mammiferi sono di sesso femminile. Non vi fu alcuno sforzo cosciente di nascondere questa scoperta, e tuttavia essa venne caparbiamente ignorata. Poiché la teoria androcentrica dell'origine della donna dal maschio domina la coscienza popolare, nessun dato in realtà può fare la differenza. I dati e le loro implicazioni sono in effetti cancellati cosicché, come disse Lester Frank Ward, un qualsiasi numero di fatti che contraddicano una simile visione del mondo non può realmente scuoterla."

"L'immagine della Chiesa come sposa di Cristo è un altro modo per dire che essa è "l'estensione dell'incarnazione" perché nel patriarcato una sposa è soltanto un'estensione di suo marito.
La potenza di questa immagine deriva dalla nozione di divinità di Gesù, perché la credibilità dell'autorità dipende dalla convinzione che esse rappresentino il Dio Uomo. Il papa, che viene chiamato il vicario di Cristo in terra, e la gerarchia ecclesiastica del cattolicesimo, distinta dai laici, partecipano di questa identificazione (...) La pretesa "volontarietà" della sottomissione imposta dal patriarcato cristiano, dissimulando e rinforzando il processo di interiorizzazione, ha fatto sì che le donne si ponessero contro se stesse più profondamente che mai. Come avrebbe detto la Vergine Madre Maria: "Sia fatto di me secondo la Tua (del Dio Padre) parola" (...) Rettificando le parole di Nietzsche: "Ora, cosa sono queste chiese se non i sepolcri delle donne?".
Nietzsche, avendo le idee confuse, scrisse "sepolcri di Dio", ma il problema vero è che le chiese sono state gli uccisori della donna.
"Il cadavere di Dio" che esse contengono è l'essere umano non realizzato."

"La religione maschile seppellisce le donne in sepolcri di silenzio per poter salmodiare il proprio eterno e cupo lamento funebre di un passato che non è mai esistito. Il silenzio imposto alle donne riecheggia le strutture della gerarchia maschile. è importante ascoltare le strutture del silenzio imposto per poter udire il flusso dei nuovi suono di libero silenzio che sono la voce della Sorellanza come Antichiesa."

VI - La Sorellanza come convenzione cosmica

"Il centro in movimento, che è la fonte di energia della nuova sorellanza come comunità dell'esodo, è la promessa in noi stesse. è la promessa delle nostre mani, di cui stiamo cominciando a riscoprire la storia, e nelle nostre sorelle, a cui è stata rubata la voce. Il nostro viaggio è frutto di questa premessa - un viaggio nell'individualità e nella partecipazione, lasciandoci dietro le spalle la falsa identità e la società sessista."

"L'azione delle donne per ottenere il risarcimento dei danni comincia con una dichiarazione. Le donne che hanno affermato: "Tutto ciò che devi fare per divenire una strega è dire per tre volte a te stessa: Io sono una Strega, Io sono una Strega, Io sono una Strega", non stavano scherzando. è come pronunciare una parola che non può essere pronunciata. è un esorcismo contro il demone interiorizzato che divide il sé da se stesso. è un modo di dire "Io sono, Io sono, Io sono". Con questa dichiarazione ci si unisce alla nuova congrega e si scopre la convenzione."

"Quasi tutti i profeti ufficiali sono maschi e non hanno mai criticato il patriarcato in quanto tale [...] Il simbolismo dei profeti del Vecchio Testamento è molto maschilista. Essi sono fastidiosamente inclini a paragonare Israele a una prostituta. Isaia parla di Gerusalemme come di una meretrice (1,21) [...] Ezechiele (36:16-18) aggiunge: "Quando abitava la sua terra, la rese immonda con la sua condotta e le sue azioni. Come l'impurità della mestruata fu la loro condotta davanti a me. Perciò ho riversato su di loro la mia collera per il sangue che avevano sparso nella terra e per gli idoli con i quali l'avevano contaminata."

Ai profeti non è venuto in mente di condannare Israele come stupratore, che sarebbe stata una descrizione più esatta del suo comportamento.
Yahweh ha "riversato" la sua collera, e il senso di sporco suscitato dal violento spargimento di sangue viene proiettato sulle mestruazioni femminili."

"Per gli uomini del passato - e la maggior parte degli uomini vivono nel passato anziché nel presente - vivere significa cibarsi dei corpi e delle menti delle donne, svuotarle di ogni energia, a costo di ucciderle. Simile a Dracula, il maschio ha vissuto del sangue delle donne. è forse questa la ragione per cui nella tradizione patriarcale si riscontra un tale orrore del sangue femminile (...) L'insaziabile sete maschile di sangue femminile ha provocato nell'arco dei millenni una perpetua trasfusione - un'effusione di sangue a senso unico nelle arterie e nelle vene del mostro assettato di sangue, la Macchina Maschile, che ora può continuare la sua oscena esistenza solo per mezzo del genocidio."


VII - La Causa Ultima - La Causa delle cause

La causa ultima è la causa delle cause, perché è la causa della causalità di tutte le altre cause. (Assioma Scolastico)

La vera liberazione non è soltanto libera attività genitale ("La rivoluzione sessuale") ma pensiero, volontà, immaginazione, parola, creazione, azione, liberi e ribelli. è Essere. (Mary Daly)

Sei una Strega se dici ad alta voce, per tre volte, "Io sono una Strega" e lo pensi. Sei una Strega se sei femmina, indomita, arrabbiata, gioiosa e immortale. (Congreghe di New York)

"In un attimo di illuminazione una femminista radicale esclamò: "Noi siamo la causa ultima". Io credo che avesse ragione, da qui è scaturita la presente analisi filosofica."

"Quando Aristotele scriveva della causa ultima, intendeva per causa ciò che produce un effetto. I filosofi scolastici seguono la teoria aristotelica delle "quattro cause" per spiegare il cambiamento. Secondo questa teoria la causa materiale è ciò di cui è fatta una certa cosa (esempio: il legno di un tavolo).
La causa formale è ciò che ne determina la natura (come la forma del legno che ne fa un tavolo e non una sedia).
La causa efficiente è l'agente che produce il cambiamento per mezzo della sua azione (come il falegname che produce il tavolo).
La causa ultima è lo scopo che mette in moto l'intero processo (come il fine di avere un oggetto su cui mettere carte, libri).
La causa ultima è quindi la causa prima, perché muove l'agente ad agire sulla materia producendo una nuova forma."
 
Infine Mary Daly riepiloga il cristianesimo in una breve satira dello stesso:

"Quel linguaggio ha affermato per millenni che Eva era nata da Adamo, il primo fra i maschi nubili incinti che coraggiosamente preferì il parto in anestesia all'aborto, ottenendo di conseguenza una figlia-sposa. Un attento studio dei documenti che riportavano le imprese di Adamo e dei suoi figli preparò la strada all'arrivo della somma tra le somme religioni, i cui preti presero Adamo per maestro e modello. Escogitarono un sistema sacramentale che funzionò splendidamente all'interno della santa Casa degli Specchi. Benignamente sollevarono le donne dall'oneroso potere del parto, dandogli il nome di "battesimo". In questo modo innalzarono la funzione bassamente materiale della nascita, svolta dalle femmine con incompetenza e persino controvoglia, ad un livello più elevato e più spirituale. Riconoscendo che le femmine erano incapaci di svolgere persino gli umili compiti "femminili" loro assegnati dal Progetto Divino, i preti dello Specchio innalzarono tali funzioni a quel livello soprannaturale di cui essi soltanto erano competenti.
La nutrizione fu elevata al rango di Sacra Comunione. Il bagnetto acquistò dignità nel Battesimo e nella Confessione.
L'irrobustimento prese il nome di Cresima e la funzione consolatoria, che per l'instabilità della loro natura le femmine non erano in grado di svolgere soddisfacentemente, fu innalzata sul piano spirituale e chiamata Estrema Unzione. Per sottolineare il fatto già ovvio che tutte le femmine sono costituzionalmente escluse dal Club degli Uomini Consacrati, i preti dello Specchio emanarono la legge che i membri del club dovevano portare la sottana.
Per chiarire ulteriormente la questione, stabilirono che in certe occasioni speciali si facessero delle aggiunte all'abbigliamento: calze di seta, cappelli a punta, abiti di velluto e cappe di ermellino, sottolineando in tal modo il distacco dalle cose bassamente materiali e la consacrazione all'esercizio delle doti spirituali. Essi divennero così venerabili modelli di transessualismo spirituale.
Queste Madri Maschili consacrate, che naturalmente sono chiamate Padri, provavano un interesse materno per le donne affidate alle loro cure pastorali. Benché le donne siano per natura incompetenti e inclini alla confusione mentale ed emotiva, sono necessarie al Progetto Divino come ricettacoli del seme degli uomini, di modo che gli uomini possano nascere e quindi soprannaturalmente rinascere (nel modo giusto) come cittadini del Regno dei Cieli. Pertanto in puro spirito di carità i preti esortarono le donne a buttarsi anima e corpo nell'insostituibile ruolo di contenitori dei figli dei figli del Figlio di Dio. Sinceramente commossi dal fervore delle loro stesse parole, i preti educarono le donne ad accettare questo privilegio con atterrita umiltà."